Informazioni turistiche lago e dintorni

La nostra azienda si trova proprio al di sopra del Lago del Val Noci.

Il lago è artificiale, ottenuto fra il 1924 e il 1930. La diga è alta 56 metri e ha una capacità di oltre tre milioni di metri cubi d’acqua. L’ambiente tipico è Appenninico,il Lago è circondato dal Monte Bano (1036 m), il Monte Candelozzo (1035m), il Monte Alpesisa (989m).

La vegetazione è rigogliosa con boschi di castagno, maggiociondoli, frassini, carpini. Nel sottobosco anemoni, scille, bucaneve, narcisi.

Segnaliamo le diverse attività sportive:

Pesca

Il Lago è meta di pescatori , dal 2015 è Riserva di Pesca , nelle acque si trovano trote, cavedani, barbi e carpe. (A cura di SPAVS ASD/ONLUS Società Pescasportivi Alta Valle Scrivia).

Due pareti di roccia attrezzate a palestra per scalatori.

(Palestra di roccia falesia “Locus Amoenus” a cura del Club Alpino Italiano, Sezione Ligure di Genova )

Mountain bike

Con vari percorsi censiti e riportati su siti specializzati.

Campi scout

(La sponda sinistra del lago è percorsa da sentieri lungo i quali si trovano spazi ideali per picnic.)

Attività cinofila

(Allevamento di pastori tedeschi Val Noci, al quale è collegata una bella e funzionale struttura con finalità ricettive di prossima inaugurazione).

Attività escursionistiche:

Caiasca

A 700 metri di quota è la piccola frazione abitata dove si trova la nostra Azienda, da qui la strada diventa sterrata e poi mulattiera e si inerpica fino alla case Monte Bano e quindi al Monte Bano (1035m). (È opportuno citare a questo punto la recente opera di Marco Fezzardi “Monte Bano, molte storie”, che ha suscitato un notevole interesse.

Monte Bano sovrasta il Val Noci e sono ben visibili gli agglomerati di abitazioni, Case di Montebano, Teitin, Brugosecco, luoghi ormai in rovina, all’epoca vissuti da gente umile con grande difficoltà e disagio, fino all’abbandono definitivo avvenuto agli inizi degli anni sessanta del secolo scorso.

L’ opera, suddivisa tra ambientazione, quotidianità della vita scandita dal lavoro, tradizioni e memoria, è quasi un breviario di ciò che è stato e che può essere toccato con mano ripercorrendo i vecchi sentieri).

Proseguendo ulteriormente si può compiere tutto il giro dell’Alta Val Noci.

Oltrepassando il borgo di Brugnosecco si transita da case Teitin e aggirando il Monte Tacche, si giunge alla frazione di Noci. Sentieri FIE 35 (Montoggio-Montebano) e 36 (anello di Noci), che consentono di raggiungere i borghi abbandonati di Monte Bano, Brugosecco, Teitin.

Da qui, transitando dal passo del Fuoco (978 m) ci si ricongiunge all’Alta Via dei Monti Liguri. (Alta Via Dei Monti Liguri nella direttrice Creto-Gola di Sisa-Monte Bastia).

Proseguendo verso sud.ovest il sentiero aggira monti spettacolari come il Monte Candelozzo, il Monte Lago e il Monte Alpesisa.

Tramite il valico della gola di Sisa si ridiscende infine alla s.p. n° 13 di Creto.

Da segnalare infine il vicino Santuario delle Tre Fontane, costruito in stile Barrocchetto Genovese nel 1780; presenta una piccola collezione di ex-voto (in larga parte ispirati a fatti della vita rurale. ) in un ambiente raccolto e riposante, e il museo dedicato all’osteria storica del Mortaio d’Oro, fedele ricostruzione di un locale tra ottocento e novecento, promosso dal Centro culturale Peppo Da Chà, che è parte dell’itinerario ecomuseale dell’Alta Valle Scrivia.

I più ignorano che questa zona fu la “casa” della Brigata Severino, formazione partigiana inquadrata nella III Divisione Garibaldina Cichero, molto attiva nella lotta di liberazione. Il 24 aprile del 1945 fu la prima a raggiungere il centro di Genova al via dell’insurrezione ed è entrata nella storia per la foto che ritrae i garibaldini mentre scortano le truppe germaniche per le vie della città.